Utenza SerD - Andamento temporale
Gli utenti trattati presso i Dipartimenti per le Dipendenze (DPD) della Regione Piemonte sono stati in costante aumento dal 1994 al 2010, anno in cui hanno raggiunto il maggior numero, pari a quasi 23.000. Tra il 2012 e il 2019 il loro numero è rimasto pressoché stabile intorno ai 21.000, con qualche oscillazione. Nel 2020, primo anno di pandemia da Sars-Covid-19, il numero di utenti è diminuito sensibilmente (-9,9% rispetto all’anno precedente), riduzione che ha riguardato in particolare i nuovi utenti. Nel 2021 l’utenza è ancora leggermente diminuita, arrivando a 19.508 utenti per poi risalire nel 2022 a 19.950 utenti (+2,3%), nel 2023 con 20.891 utenti (+4,7%) e ancor più nel 2024 con 22.425 utenti (+7,3% rispetto all’anno precedente), superando i livelli pre-pandemia. Nel 2025 la crescita è proseguita (+2,5%), tanto da superare il picco del 2010 e raggiungere per la prima volta i 22.979 utenti [fig.1], tale incremento riguarda utenti che erano già stati in carico ai SerD piemontesi negli anni precedenti, mentre è in calo il numero di nuovi utenti (-0,8%), cioè soggetti acceduti ai SerD piemontesi per la prima volta nell'anno in studio [fig.1].
I tassi standardizzati dell’utenza regionale di età 15-69 anni, calcolati usando come popolazione standard la popolazione europea 2013 per permettere la confrontabilità nel tempo, confermano nel periodo 2019-2025 un andamento simile a quello appena descritto, a parte un lieve aumento di utenti nel 2021 regredito nel 2022 [fig. 2].
Il rapporto uomini / donne è in continua evoluzione nel tempo passando da 5: 1 negli anni '90, e a 4:1 nel primo decennio del nuovo secolo, a 3:1 dal 2021 [fig.3].
A partire dalla fine degli anni ’90 la proporzione di soggetti in carico per dipendenza primaria da eroina o altri oppiacei si è progressivamente ridotta raggiungendo nel 2025 il suo minimo storico. Sono invece aumentate negli anni le quote relative di utenti trattati per dipendenza primaria da alcol o da gioco d’azzardo patologico, che hanno raggiunto il loro massimo storico rispettivamente nel 2016 e 2015, così come le quote relative di utenti trattati per dipendenza primaria da cocaina o crack, cannabinoidi o tabacco, che hanno raggiunto il loro massimo storico nel 2025.
Più nello specifico, rispetto all’anno precedente nel 2025 si conferma la riduzione della quota relativa di utenti trattati per dipendenza primaria da eroina o altri oppiacei (29,4%), rimane stabile la percentuale di alcolisti (29,2%), dei giocatori d’azzardo (5,9%) e degli utenti trattati per dipendenza primaria da cannabinoidi (9,3%), mentre aumenta la proporzione degli utenti trattati per dipendenza primaria da cocaina o crack (15,0%) o da tabacco (9,4%) [fig.4 e 5]. In particolare, gli utenti in carico per dipendenza primaria da crack sono aumentati numericamente da 164 nel 2015 a 1.223 nel 2025, rappresentando nel 2025 il 5,3% dell’utenza (lo 0,8% nel 2015).
L’età media dei soggetti trattati per dipendenze primarie diverse dall’alcol [fig.6], o per dipendenza primaria da alcol [fig.7] è progressivamente cresciuta nel periodo di osservazione, in particolare l’età media degli utenti già in carico, è superiore a quella dei nuovi utenti per tutto il periodo.
Stratificando per genere si nota che l'età media degli uomini trattati per disturbo da uso di sostanze e comportamenti -escluso l’alcol- rispecchia tale andamento, mentre per le donne l'età media delle nuove utenti, dal 2005, non solo è superiore rispetto a quella dei nuovi utenti uomini (e in certi anni anche rispetto all'età media degli utenti uomini già in carico), ma anche, in vari anni, all'età media delle utenti donne già in carico, che per tutto il periodo in studio rimane simile all'età media degli uomini già in carico [fig.8].
L'età media dei soggetti trattati per dipendenza primaria da uso di alcol, pur aumentando, è rimasta più stabile negli anni, in particolare per l'utenza già in carico, con l'età media delle donne leggermente superiore a quella degli uomini per la maggior parte del periodo in studio. L'età media delle nuove utenti donne è rimasta quasi sempre inferiore a quella degli utenti già in carico (uomini e donne), specialmente negli ultimi anni, nei quali si è registrata una maggiore divergenza, con l'età media dei nuovi utenti abbastanza simile tra uomini e donne [fig.9].
L’aumento del numero di utenti in carico, non compensato da un proporzionale aumento degli operatori addetti all'attività clinica, che è anzi diminuito, è alla base dell’incremento nel tempo del rapporto utenti/operatori, che è passato da circa 25 utenti per operatore nel periodo 1996-2005 a circa 30 utenti successivamente e a quasi 32 utenti in carico per operatore nel 2019. Dopo la flessione del rapporto utenti in carico/operatori registrata nel 2020, a causa della riduzione delle persone seguite dai servizi durante le prime ondate della pandemia da Sars-Covid-19, nel 2021 tale rapporto è in ripresa raggiungendo nel 2025 il massimo mai registrato, pari a 35,6 utenti in carico per ogni operatore, [fig.10].
