Caratteristiche utenza - Andamento temporale
Gli utenti trattati presso i Dipartimenti per le Dipendenze (DPD) della Regione Piemonte sono stati in costante aumento dal 1994 al 2010, anno in cui hanno raggiunto il maggior numero, pari a quasi 23.000. Tra il 2012 e il 2019 il numero di utenti è rimasto pressoché stabile, intorno ai 21.000, con qualche oscillazione. Nel 2020, primo anno di pandemia da Sars-Covid-19, il numero di utenti è invece diminuito sensibilmente (-9,9% rispetto all’anno precedente), riduzione che ha riguardato in particolare i nuovi utenti. Nel 2021 l’utenza è ancora leggermente diminuita, arrivando a 19.508 utenti per poi risalire nel 2022 a 19.950 utenti (+2,3%), nel 2023 con 20.891 utenti (+4,7%) e ancor più nel 2024 con 22.425 utenti (+7,3% rispetto all’anno precedente), superando i livelli pre-pandemia [fig.1]. L’aumento è stato maggiore tra i nuovi utenti e tra le donne, riducendo il rapporto uomini/donne da 5:1 negli anni '90 a 4:1 nel primo decennio del nuovo secolo, a 3:1 nell’ultimo decennio [fig.2].
A partire dalla fine degli anni ’90 la proporzione di soggetti in carico per dipendenza primaria da eroina o altri oppiacei si è progressivamente ridotta raggiungendo nel 2024 il minimo storico pari al 31,5% del totale dell’utenza. Sono invece aumentate negli anni le quote relative di utenti trattati per dipendenza primaria da alcol, o gioco d’azzardo patologico, che hanno raggiunto il loro massimo storico rispettivamente nel 2016 e 2015, così come le quote relative di utenti trattati per dipendenza primaria da cocaina o crack, cannabinoidi o tabacco, che hanno raggiunto il loro massimo storico nel 2024. Più nello specifico, nel 2024, si conferma la riduzione della quota relativa di utenti trattati per dipendenza primaria da eroina o altri oppiacei (31,5%) si conferma la costante lieve riduzione degli alcolisti (29,3%), così come la ripresa post-pandemia da Sars-Covid19 a carico dei giocatori d’azzardo (5,8%) e dei di tabagisti (8,4%), rimangono pressoché stabili le proporzioni degli utenti trattati per dipendenza primaria da cocaina o crack (14,2%), mentre aumenta più marcatamente la quota relativa degli utenti trattati per dipendenza primaria da cannabinoidi (9,1%). Le quote relative di trattati per dipendenza primaria da cocaina o crack, cannabinoidi o tabacco hanno raggiunto nel 2024 il loro massimo storico [fig.3 e 4].
L’età media dei soggetti trattati è progressivamente cresciuta nel periodo di osservazione, in particolare l’età media degli utenti già in carico è stata superiore a quella dei nuovi utenti per tutto il periodo, sia quando si considerano i soggetti in carico per dipendenze primarie diverse dall’alcol [fig.5], sia quando si considerano i soggetti in carico per dipendenza primaria da alcol [fig.6].
L'età media degli uomini trattati per disturbo da uso di sostanze e comportamenti escluso l’alcol rispecchia tale andamento, mentre per le donne si nota che l'età media delle nuove utenti dal 2005 non solo è superiore rispetto a quella dei nuovi utenti maschi (e in certi anni anche rispetto all'età media degli utenti maschi già in carico), ma anche, in vari anni, all'età media delle utenti femmine già in carico, che invece per tutto il periodo in studio rimane abbastanza simile all'età media degli utenti maschi già in carico [fig.7].
L'età media dei soggetti trattati per dipendenza primaria da uso di alcol, pur aumentando, è rimasta più stabile negli anni, in particolare per l'utenza già in carico, con l'età media delle donne leggermente superiore a quella degli uomini per la maggior parte del periodo in studio. L'età media delle nuove utenti donne è rimasta quasi sempre inferiore a quella degli utenti già in carico (uomini e donne), specialmente negli ultimi anni, nei quali si è registrata una maggiore divergenza, con l'età media dei nuovi utenti abbastanza simile tra uomini e donne [fig.8].
L’aumento del numero di utenti in carico, non compensato da un proporzionale aumento degli operatori addetti all'attività clinica, che è diminuito, è alla base dell’incremento nel tempo del rapporto utenti/operatori, che è passato da circa 25 utenti per operatore nel periodo 1996-2005 a circa 30 utenti successivamente e a quasi 32 utenti in carico per operatore nel 2019. Dopo la flessione del rapporto utenti in carico/operatori registrata nel 2020, a causa della riduzione degli utenti seguiti dai servizi durante le prime ondate della pandemia da Sars-Covid-19, nel 2021 tale rapporto è tornato ad aumentare, andamento confermato nel 2023 e nel 2024, raggiungendo 34,8 utenti in carico per operatore a causa dell’aumento del numero di utenti non compensato da un aumento del numero di operatori, rimasto stabile [fig.9].
